ALLERGIE E INTOLLERANZE ALIMENTARI


Con il termine allergia, dal greco “allos” (altro) ed “ergon” (attività), si indica un’alterata capacità di reazione del nostro sistema immunitario nei confronti di sostanze estranee.

Da decenni l’uomo utilizza antiparassitari, pesticidi, anticrittogamici e concimi chimici nelle coltivazioni; ormoni e antibiotici negli allevamenti; additivi alimentari, conservanti, antiossidanti, esaltatori di sapore e aromatizzanti, addensanti e gelificanti, emulsionanti, acidificanti, lieviti e coloranti che poi ritroviamo nei cibi e nell’acqua.

A questo prolungato “stress tossinico” l’organismo reagisce attraverso il sistema immunitario che, in alcuni individui, genera la manifestazione allergica.
In alcuni casi queste patologie possono anche assumere caratteristiche di una certa gravità, come avviene per l’asma bronchiale allergica, il morbo celiaco, o gravi forme di dermatiti.
Quando gli alimenti contengono importanti residui tossinici, o non risultano ben digeribili per la presenza di sostanze artificiali, la loro metabolizzazione risulta difficile e incompleta: queste molecole continuano così a mantenere caratteristiche di estraneità e causano una reazione di rigetto da parte del sistema immunitario che le riconosce come potenzialmente tossiche o pericolose.
Può avvenire così che un individuo, soprattutto se predisposto, sviluppi intolleranze ad alcuni alimenti.

A complicare le cose intervengono poi anche altri fattori.

Le reazioni di adattamento dell’organismo alle continue sollecitazioni alle quali è sottoposto non coinvolgono solo il sistema immunitario ma anche il sistema nervoso e ormonale, nonché la sfera mentale dell’individuo.

Quindi occorre una corretta nutrizione, attenta alle combinazioni alimentari, ma è anche importante ricercare un buon equilibrio psico-fisico.


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